Intanto i produttori statunitensi colgono l’occasione per aumentare i prezzi a danno dei consumatori

La missione del Commissario al Commercio estero dell’UE Phil Hogan, stimolato anche da interventi molto determinati del nostro Ministro Teresa Bellanova, apre nuove prospettive di dialogo

Grande interesse da parte del pubblico per il Fancy Food Show terminato ieri a S. Francisco con una folta presenza di operatori italiani. Oltre 80 mila le specialità foods & beverages presenti con migliaia di nuovi prodotti, molti eventi di networking del settore espositori da tutto il mondo.

L’Italia è leader su molte categorie agroalimentare tra cui le DOP e le IGP e gli Usa si confermano come il primo mercato di destinazione extraeuropeo del settore. Il Padiglione Italiano, tradizionalmente il più ampio dell’area internazionale con oltre 1100 mq, ha ospitato oltre 60 aziende che rappresentano l’intera gamma del Made in Italy agroalimentare sotto l’ombrello del segno distintivo The Extraordinary Italian Taste, che contraddistingue le attività di promozione dei prodotti autentici italiani nel mondo di cui è stata protagonista anche OriGin Italia.

In attesa della decisione USA per la revisione semestrale dei dazi all’import di prodotti UE, prevista per metà febbraio, proprio durante il Fancy Food Show molti sono stati i confronti con gli operatori e importatori e desta preoccupazione il fatto che i dazi possono essere imposti anche sul 100% del valore del prodotto.

“Se da una parte è stato accolto in modo favorevole l’accordo sottoscritto con la Cina, dichiara Cesare Baldrighi, Presidente di OriGin Italia, che apre nuove frontiere e nuove possibilità commerciali che non potranno che avere un riflesso positivo anche per la nostra agricoltura, d’altro canto vi è però molta preoccupazione riguardo la politica dei dazi seguita alla sentenza OMC/WTO sulla vicenda dei dissidi Boeing/Airbus”.

Ad inizio ottobre l’amministrazione USA aveva applicato dazi anche su prodotti agroalimentari italiani, particolarmente colpito i formaggi DOP, per un ammontare del 25% del valore.
“Fin dall’inizio del contenzioso, afferma Cesare Baldrighi, abbiamo sollecitato i nostri rappresentanti italiani e della UE ad agire per allentare le tensioni che possono avere pesanti ricadute negative anche sui consumatori USA. Inoltre, un atteggiamento di paventata minaccia di ulteriore aggravio del dazio del 25% già imposto ad ottobre, accresce le tensioni e non aiuta a trovare una soluzione condivisa”.

Nonostante l’Italia del Food goda di grande credibilità tanto da essere stata nominata “Country Partner” dalla Specialty Food Association per entrambe le edizioni del Fancy Food Show 2020, un riconoscimento per il primato nel numero di espositori e per l’eccellenza dell’offerta, anche in questi giorni non sono mancati atteggiamenti critici da parte statunitense verso la politica dell’UE sulle IG.
“In questo senso, continua Baldrighi, conforta sapere che è stata accolta con favore e con commenti distensivi anche da parte statunitense, la missione della scorsa settimana negli USA del Commissario al Commercio estero dellA UE Phil Hogan, stimolato anche da interventi molto determinati del nostro Ministro Teresa Bellanova, che auspico possa avere contribuito ad un migliore e più costruttivo dialogo. Nel contempo una parte degli operatori ha potuto approfittare dei rincari dei prodotti europei per aumentare i prezzi anche dei prodotti locali a danno, evidentemente, di tutti i cittadini statunitensi, mette in evidenza il Presidente Baldrighi. Le ritorsioni tariffarie, conclude, sono il peggior modo per affrontare il problema, mentre un tavolo negoziale tra Unione Europea e Stati Uniti darebbe frutti certamente migliori al quale la nostra organizzazione, OriGin, non si sottrae ed è pronta a dare un contributo di chiarezza al fine di disegnare un perimetro normativo certo, che in fondo è l’elemento più importante e prezioso per chi opera nei mercati internazionali. Come ha affermato Hogan in occasione di un evento del Center for Strategic and International Studies la Cina e la sua industria aeronautica saranno i maggiori vincitori se gli Stati Uniti e l’UE non risolveranno le loro divergenze e lavoreranno insieme”.

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